Lingua e politica in Vico

Language and policy in Vico

Autores

  • Ricardo Caporali

Resumo

L’articolo è diviso in due parti. Nella prima si ricostruiscono le interpretazioni del nesso lingua-politica in Vico prevalenti nel Novecento: dalla negazione crociana di uno spessore significativo di queste due dimensioni, alle varie letture della seconda metà del secolo, che tra Nouvelle rhétorique ed Hermeneutik ne portano al contrario in primo piano la rilevanza, senza tuttavia cogliere la “radicalità politica” della riflessione di Vico sulla lingua. Nella seconda parte si compie un sondaggio sulla teoria vichiana dei “caratteri doppi”, teoria che si completa solo nell’ultima redazione della Scienza Nuova, a saldare definitivamente l’evoluzione delle forme espressive simboliche al conflitto sociale e politico tra i padri e i plebei. Un andamento che indica il carattere “genetico” della riflessione del filosofo napoletano sulla politica. Vico, in questo senso, è prima di tutto un filosofo della politica, e solo dopo, più lentamente e faticosamente, un filosofo della storia: un filosofo delle regolarità, delle costanze, delle leggi che reggono la “storia ideale eterna”. È il suo tentativo di portare ad “evidenza di genesi” il fuoco intrattabile, l’irriducibile magma costituente della politica che fa di Vico una figura eccentrica, sia rispetto alle logiche di fondamento della classicità (la naturalità dell’ethos), sia rispetto alle istanze, costruttivistico-funzionali o dialettiche, della ragione moderna.

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Publicado

2020-02-10

Como Citar

Caporali, R. (2020). Lingua e politica in Vico: Language and policy in Vico. Modernos & Contemporâneos - International Journal of Philosophy [issn 2595-1211], 3(6). Recuperado de https://ojs.ifch.unicamp.br/index.php/modernoscontemporaneos/article/view/4030